Le riforme dell'Assemblea Costituente
Storia delle riforme
In questa fase della rivoluzione francese i parigini si interessano, a differenza del passato, sempre più degli affari politici. I giornali si moltiplicano e i club dove si discutono con passione le vicende politiche aumentano di numero e partecipanti. Il più famoso è il club dei Giacobini, di cui un certo Robespierre diventa presidente il 31 marzo 1790.

L'assemblea costituente non si accontenta di preparare una costituzione e riforma a fondo le istituzioni del paese. Così crea i dipartimenti per rimediare alla confusione delle vecchie province, unifica i pesi e misure e crea una nuova unità di lunghezza che risucoterà un grande successo mondiale: il metro. Instaura lo stato civile, introduce il divorzio ed il matrimonio civile, elimina il privilegio d'anzianità nelle eredità... L'assemblea non dimentica che deve risolvere con urgenza la crisi fiscale. Le casse dello Stato sono vuote. Allora, i deputati hanno l'idea di impossessarsi delle terre e dei beni che appartengono alla chiesa cattolica. Ma il clero ha bisogno di denaro per vivere ed anche finanziare le sue innumerevoli opere sociali ed educative. Il 12 luglio 1790, i deputati votano la costituzione civile del clero che garantisce un reddito ad ogni sacerdote.
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