Il piccolo principe: le frasi celebri

frasi celebri del piccolo principe

Il racconto più famoso di Antoine de Saint-Exupéry, il piccolo principe viene pubblicato il 6 aprile 1943 a New York da Reynal & Hitchcock nella sua traduzione in Inglese (The Little Prince che viene tradotto dal francese da Katherine Woods), viene pubblicato in Francese qualche giorno dopo rispetto alla versione in Inglese, il libro rimane in America fino alla morte del autore nel 1945, da li viene pubblicato in Francia da Gallimard.

Il Piccolo principe è una opera letteraria che ha avuto un boom negli anni in modo costante, negli anni del piccolo principe ci sono traduzioni e opere letterarie in tutte le lingue del mondo, molti definiscono il piccolo principe una delle opere maggiori del XX secolo.

Abbiamo quindi raccolto le migliori frasi del piccolo principe che hanno reso iconica questa opera.

Le frasi più belle de il Piccolo Principe

“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”

Non posso giocare con te. Non sono addomesticata. Ma se mi addomestichi avremo bisogno l’uno dell’altro. Per me tu sarai l’unico al mondo.

“Addio – disse la volpe. – Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”.

“Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda”.

“Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle”.

“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”.

“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comperano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!”.


“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose”.

“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”

“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica”.

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza”

“E quando si arrossisce, significa sì, vero? È una sfumatura d’acquerello sulle guance, un tocco intimo, impudico e pungente che vale una conferma”

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