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L’inizio della rivoluzione Francese nel 1789

L’inizio della rivoluzione Francese nel 1789

La rivoluzione francese è sicuramente l’avvenimento cardine nella storia della Francia, un’avvenimento storico che ha cambiato totalmente il corso della storia nella Parigi storica che oggi possiamo raccontare nei fatti che seguono, la rivoluzione Francese è anche uno degli argomenti trattati maggiormente nel momento dello studio a scuola, infatti alle scuole medie abbiamo sicuramente affrontato la questione.

Gli stati generali e la costituente

Era il 5 maggio del 1789, il re Luigi XVI e Jacques Necker (Grosso finanziatore del Regno aprono in modo solenne gli stati generali della Monarchia in Francia, il re non ha più liquidità nelle casse e cerca in modo disperato di trovare un’accordo con i rappresentati dei tre stati convocati per l’occasione, al tavolo siederanno il clero, la nobiltà parigina e il terzo stato. L’incontro volta ad aumentare le imposte e riformare pesantemente quelle già esistenti, ma la riunione inizia già nei peggiori dei modi calcolando che il terzo stato denuncia la posizione di inferiorità attuata e la messa inferiorità da parte del clero e della nobiltà che infondo rappresentano una piccola parte della popolazione Francese che effettivamente è quella che contribuisce maggiormente alle entrate del re.

Il 17 giugno, il terzo stato insieme a molti curati rappresentati del clero si riuniscono autonomamente senza invitare la parte dei rappresentati del Re, la mossa che sicuramente accende gli animi la conduce l’abate Sieyès che constata come l’assemblea abbia raggiunto i 96 centesimi della nazione, trasformando quindi l’assemblea in una assemblea nazionale, questa assemblea inizia a raccogliere man mano anche altri deputati che si uniscono.

Dopo 3 giorni, esattamente il 20 giugno, l’assemblea auto-procolamata ridicolizza il volere del Re Luigi XVI e si riunisce facendo giuramento nella sala de Jeu de Palme nelle vicinanze del palazzo di Versailles, disobbedendo apertamente al volere del re e commettendo un’atto giudicato gravissimo.

Durante l’assemblea vengono affrontati i mal di governo che portano i costituenti a cercare di organizzare e ri-organizzare le istituzioni Francesi, definendo per iscritto una nuova costituzione con un funzionamento diverso seguendo l’esempio Americano. Il 9 luglio l’assemblea in modo autonomo si autoproclama assemblea nazionale costituente, provocando le ire del Re che l’11 Luglio del 1789 revoca il ministro Necker.

Nel frattempo, il popolo inizia a preoccuparsi vista la situazione di incapacità da parte del re, fuori dal palazzo reale, Camille Desmoullins da buon oratore arringa la folla contro le istituzioni.

Luigi XVI (opera di Joseph Duplessis, 1777)


La presa della Bastiglia

Il 14 luglio dopo aver saccheggiato una fabbrica d’armi avviene la presa della Bastiglia, con le prime morti tra i manifestanti, ha inizio ufficialmente la rivoluzione Francese, un giorno memorabile per la Francia e la sua popolazione che viene ricordato anche oggi.

Il Re ormai alle corde pensa di sciogliere l’assemblea, visto i momenti di apprensione, il primo a fuggire è il fratello nonché conte di Artois che fugge dalla Francia senza aspettare le mosse del fratello, ma che essenzialmente da il via all’emigrazione di altri nobili.

L’amministrazione reale viene sostituita dai nominati del comitato degli elettori, il Sindaco Bailly e il comandante delle guardie nazionali Fayette, questa mossa viene effettuata dalle altre città che imitano la capitale.

Giuramento della Pallacorda (Jacques-Louis David, 1791)

I timori iniziano ad agitare gli abitanti, tant’è che molti contadini con la paura di un aumento delle tasse iniziano a saccheggiare castelli e a bruciare i documenti che contengono i pagamenti dovuti alla monarchia. A farne le spese purtroppo sono le famiglie di piccoli signori che vengono massacrate, altri invece riescono a fuggire in tempo. I deputati, intimoriti dai possibili risvolti tragici, votano l’abolizione dei diritti signatari per tentare di calmare il popolo.

La rivoluzione Francese procede a pieno ritmo, il 26 agosto 1789 viene votata la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, i deputati votano a pieno ritmo sulle ali del entusiasmo una dichiarazione chiusa in 17 articoli, con il primo articolo che è sicuramente il simbolo del motto francese, il primo articolo recita infatti “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.”

Tutto l’entusiasmo della popolazione e dei comitati non dura molto infatti, il re si oppone ovviamente all’abolizione dei diritti signatari, avendo paura di perdere le ultime entrate della Monarchia. Con questo atto. il Re si scava la fossa e il 5 ottobre una folla inizia a cercarlo ma lui seguendo il consiglio del generale Fayette lascia il palazzo di Versailles per quello delle Tuileries nel cuore di Parigi.

Anche l’assemblea segue il Re e si installa a fianco al palazzo dei Tuileries, nel palazzo del Manège, facendo sentire col fiato sul collo la monarchia reggente.



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